A Malta usano codici segreti per abortire. E l’Italia è meno lontana di quanto pensiamo

A cosa pensi se ti dico Malta?
Mare cristallino, serate infinite, Erasmus, vacanze low cost.
Eppure nel 2026, per molte donne, Malta assomiglia più a un thriller clandestino che a una cartolina estiva.
Per strada stanno comparendo delle piccole cassette di sicurezza. Sembrano quelle usate per lasciare le chiavi di un Airbnb.
Solo che dentro non ci sono chiavi.
Ci sono pillole abortive.
Per interrompere una gravidanza bisogna ricevere un codice segreto, aprire un lucchetto e recuperare il farmaco nascosto.
Succede davvero.
A Malta l’aborto è ancora quasi totalmente vietato: è consentito solo nei casi in cui la vita della donna sia concretamente in pericolo.
Per questo l’associazione Women on Waves ha creato un sistema clandestino di distribuzione delle pillole abortive:
mandi una mail, ricevi un codice, apri la cassetta.
Fine.
In una sola settimana, 16 donne hanno già dovuto utilizzare questo sistema.
“Non è un diritto se devi conoscere un codice segreto per esercitarlo.”
E prima di pensare “vabbè, ma succede a Malta”, forse dovremmo guardarci intorno.
In Italia l’aborto è legale, sì.
Ma sulla carta.
Perché poi esiste la realtà degli ospedali, delle liste d’attesa e soprattutto dell’obiezione di coscienza.
E allora la domanda è semplice:
che valore ha un diritto se dipende dal CAP in cui vivi?
Se per esercitare un diritto devi sperare di essere “fortunata”, trovare il medico giusto o magari spostarti in un’altra città… allora quel diritto inizia ad assomigliare molto a un privilegio.
E quando un diritto diventa un privilegio, è una sconfitta per tutti.